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Il tè verde protegge dall’ictus

Alfredo Vannacci 29 dicembre 2008 modificato 6 aprile 2009

Articolo a cura del dott. Alfredo Vannacci (contatta l’autore)

CIMMBA, Università degli Studi di Firenze (ricercatore); Federazione Italiana delle Società di Agopuntura (FISA, consiglio direttivo e commisione ricerca)

Tè verde

Tè verde

Tè verde

Le proprietà benefiche del tè verde sono note da tempo, sia nella tradizione orientale (specialmente cinese e giapponese) sia più recentemente anche in occidente, grazie alla moderna ricerca biomedica.

In particolare il tè verde è noto per le sue proprietà antiossidanti, attribuite ai diversi flavonoidi che contiene (in particolare le catechine, tra cui la epigallo-catechina gallato), potenzialmente utili nella prevenzione delle e delle neoplasie.

Il tè verde contiene numerose sostanze benefiche, nonché una elevata percentuale di acqua, la quale dopo il progetto di appassimento ed essicazione si riduce fino al 2-3%. Le principali sostanze presenti nel tè verde (e molto meno nel tè nero, il quale a causa del processo di ossidazione ne è in gran parte privo) sono soprattutto vitamine, alcaloidi, sali minerali e polifenoli.

Vitamine

Nel tè verde si trovano numerose vitamine, soprattutto la vitamina C, la vitamine A, le vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B7), la vitamina E e la vitamina K.

Alcaloidi

Caffeina

Caffeina

Nelle foglie del tè sono presenti diversi alcaloidi (composti organici azotati di natura basica) ed in particolare tre diverse metil xantine: la caffeina (strutturalmente identica a quella presente nel caffè, anche se una volta veniva erroneamente chiamata teina), la teofillina e la teobromina (di quest’ultima è ricco il cacao). La caffeina in particolare è presente nelle foglie di tè in quantità 30-100 volte superiori a quelle delle altre due metil xantine.

Sali minerali

Il tè verde contiene sali minerali e oligoelementi quali fluoro, zinco, potassio e magnesio. Sono presenti anche altri minerali in tracce.

Polifenoli

Epigallocatechina gallato

Epigallocatechina gallato

Si tratta delle principali sostanze di interesse terapeutico presenti nel tè verde. I più importanti tra i polifenoli sono senz’altro i flavonoidi (o bioflavonoidi), composti polifenolici principalmente idrosolubili, presenti in molte piante come metaboliti secondari. Tra i flavonoidi presenti nel tè verde, un ruolo di grande importanza è senz’altro ricoperto dalle numerose catechine: catechina, epicatechina, gallocatechina, epigallocatechina, epicatechina gallato, epigallocatechina gallato. Queste sostanze, in particolare la epigallocatechina gallato, sono state ampiamente studiate negli ultimi anni soprattutto per il loro potere antiossidante. Altre caratteristiche di queste sostanze sono quelle di regolare la pressione arteriosa, il rimodellamento della parete vasale in corso di ed anche di regolare la crescita cellulare in modelli sperimentali di neoplasie.

Tè verde e ictus

L’ultima dimostrazione di efficacia del tè verde nella prevenzione del rischio cardiovascolare deriva da uno studio prospettico della durata di 5 anni che ha coinvolto 6358 persone in Giappone. Si tratta dello studio di coorte Tokamachi-Nakasato iniziato nel 1998 che ha coinvolto 2087 uomini e 4271 donne, seguite negli anni per verificare quanti di loro sarebbero andati incontro ad ictus. Tra i diversi fattori studiati, vi è stato anche il consumo di tè verde.

L’effetto protettivo del tè verde sulla incidenza di ictus cerebrale (sia ischemico che emorragico) è stato estremamente evidente, specialmente per consumi elevati (oltre 5 tazze al giorno, 70-90 ml per tazza) con un Hazard Ratio di 0,41 ed un p<0.001. Ciò significa che i soggetti che bevevano almeno 5 tazze di tè verde al giorno avevano un rischio di andare incontro a ictus ridoto del 60% rispetto a coloro che non bevevano tè.

I risultati sono stati molto buoni anche per consumi inferiori, purché si superassero le 2-3 volte la settimana (il 90% dei consumatori medi coinvolti nello studio ne faceva comunque un uso quotidiano, anche se a dosi ridotte).

Interessante notare che la riduzione del rischio si è avuta soltanto in coloro che bevevano tè verde non tostato né fermentato; questo elemento conferma l’importanza dei polifenoli (distrutti dalla tostatura e dalla fermentazione) nella protezione cardiovascolare caratteristica del tè verde.

Riferimenti bibliografici

Tanabe N, Suzuki H, Aizawa Y, Seki N. Consumption of green and roasted teas and the risk of stroke incidence: results from the Tokamachi-Nakasato cohort study in Japan. Int J Epidemiol. 2008 Oct;37(5):1030-40. - visualizza abstract

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