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Agopuntura e ipertensione

Alfredo Vannacci 27 luglio 2008 modificato 10 aprile 2009

Articolo a cura del dott. Alfredo Vannacci (contatta l’autore)

CIMMBA, Università degli Studi di Firenze (ricercatore); Federazione Italiana delle Società di (FISA, consiglio direttivo e commisione ricerca)

Un recente lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista Circulation ad opera di un gruppo di ricercatori tedeschi ha portato in primo piano il problema dell’efficacia dell’ nel trattamento dell’. I ricercatori hanno condotto uno studio in cieco randomizzato su 160 soggetti affetti da utilizzando casualmente un pattern di agopunti specifico per la sindrome di Medicina Cinese presentata dal paziente oppure uno del tutto aspecifico. In breve i risultati hanno dimostrato una significativa efficacia della vera nel diluire i valori pressori dei soggetti trattati in maniera superiore rispetto al trattamento sham, il quale è risultato in pratica inefficace (Flachskampf et al. 2007).

Tale lavoro (su cui torneremo con più dettagli) non è certo il primo ad affrontare questo argomento. E’ da segnalare infatti che alcuni analoghi risultati erano già presenti in letteratura da diversi anni, sebbene provenienti da studi con rigore metodologico assai limitato. Ad esempio nel 2003 Guo e Ni avevano descritto una significativa diminuzione della pressione arteriosa in un campione di 87 pazienti trattati presso una clinica universitaria cinese per problemi non strettamente correlati all’ stessa. In particolare gli autori segnalano che il trattamento con (evidentemente specifico per la sindrome di Medicina Cinese presentata dal paziente) è stato efficace nel ridurre i valori pressori dei soggetti ipertesi, mentre non ha avuto alcun effetto sulla pressione dei soggetti normotesi (Guo & Ni 2003). Tale effetto dell’ specifico ed esclusivo nei confronti dei soggetti ipertesi non è però confermato da altri studi di natura più fisiopatologica, come ad esempio uno studio sperimentale condotto con elettroagopuntura da un altro gruppo cinese, nel quale si evidenzia la capacità della stimolazione elettrica di alcuni agopunti (ad esempio LI4 he gu) di ridurre sperimentalmente la pressione arteriosa probabilmente tramite una inibizione della trasmissione simpatica con diminuzione della resistenza arteriolare (Lin et al. 2003). Un altro studio sperimentale con elettroagopuntura ha rilevato che la stimolazione elettrica di alcuni agopunti in soggetti sani sottoposti a esercizio fisico, è in grado di modulare la risposta emodinamica in maniera variabile a seconda dei punti scelti e delle modalità di stimolazione (Li, Ayannusi, Reid, & Longhurst 2004). La rilevanza clinica di queste osservazioni doveva però essere testata con studi di più elevato rigore metodologico. A questo fine è stato ideato nel 2004 il trial SHARP (Stop Hypertension with the Acupuncture Research Program) (Kalish et al. 2004) condotto in 192 soggetti ipertesi non in trattamento farmacologico e volto a confrontare l’efficacia dell’ individualizzata secondo i criteri della Medicina Cinese, dell’ con infissione di aghi in punti standard preselezionati e di una sham invasiva. I risultati di questo lavoro, pubblicati nel 2006 su Hypertension hanno portato a concludere che la sola (in assenza di qualsiasi terapia farmacologica, come in questo caso) non è in grado di ridurre significativamente i valori pressori dei soggetti ipertesi (Macklin et al. 2006). Sebbene anche la metodologia di questo studio sia stata parzialmente criticata (Moffet 2007), appare sensato ritenere che le sue conclusioni siano fondate.

Agopuntura e pressione alta

e pressione alta

Ciò che emerge invece da studi più recenti, è la possibile utilità della , condotta secondo i criteri della Medicina Cinese, nel migliorare la pressione arteriosa in pazienti ipertesi in associazione alla terapia farmacologica. Un primo studio condotto in Corea in un gruppo di 41 soggetti ipertesi in terapia farmacologica, ha dimostrato che la vera è in grado di diminuire significativamente la pressione arteriosa rispetto ad un trattamento di condotto con aghi non penetranti (Yin et al. 2007). Comunque è il già citato lavoro di Flachskampf che ha posto in una nuova luce questa antica pratica anche e soprattutto agli occhi dei medici di medicina occidentale. Come anticipato, infatti, in questo studio 160 pazienti ipertesi (dei quali il 78% stava ricevendo una terapia farmacologica) sono stati randomizzati verso un trattamento di condotto secondo i criteri della Medicina Cinese oppure infiggendo punti non specifici per la sindrome presentata dal paziente. Un interessante elemento di controllo che i ricercatori hanno inserito, è stato quello di utilizzare per la ricerca clinica agopuntori cinesi (con esperienza di almeno anche 5 anni in medicina occidentale) diversi per la diagnosi e per il trattamento. In pratica, il medico che poneva la diagnosi (coadiuvato da un interprete dal momento che gli agopuntori non parlavano il tedesco - ulteriore elemento di controllo), non era il medesimo che metteva in atto la terapia.

Con questi accorgimenti la differenza tra la pressione dopo il trattamento tra il gruppo attivo ed il gruppo sham dopo sei settimane di terapia è risultata significativa con un p inferiore a 0.001 (Flachskampf et al. 2007). La differenza netta di pressione media tra i due gruppi è stata di circa 6 mmHg per la sistolica e di circa 4 mmHg per la diastolica. I risultati sono stati osservati fintanto che era in corso il trattamento e immediatamente dopo la sua sospensione; a 3 e 6 mesi di distanza, i valori pressori erano tornati analoghi alla linea di base (Flachskampf et al. 2007).

Questi risultati senz’altro interessanti (ed in contrasto con quelli del precedente trial) devono comunque essere sempre pesati. Come fa notare infatti l’editoriale associato all’articolo, la pressione nel gruppo sham mostra una certa tendenza alla elevazione, contrariamente a quello che ci si potrebbe aspettare se fosse stato utilizzato un controllo inattivo (fenomeno della “regressione verso la media”) (Turnbull & Patel 2007). Non è possibile infatti escludere che il gruppo sham, pur avendo utilizzato un pattern di punti non considerati efficaci dalla Medicina Cinese, abbia di fatto innalzato i valori pressori nel gruppo di controllo.

In definitiva, esistono alcune chiare evidenze secondo le quali il trattamento con è in grado di modulare la pressione arteriosa. Ciò è particolarmente chiaro in modelli sperimentali (animali ed umani) quando si utilizza la stimolazione elettrica. Per quanto riguarda la validità clinica di una approccio con all’, questa appare sostenibile soltanto in associazione alla terapia farmacologica, ed anche in questo caso, non ne è ancora chiaro il reale rapporto costo/efficacia.

Bibliografia

Flachskampf F. A., Gallasch J., Gefeller O., Gan J., Mao J., Pfahlberg A. B. et al. (2007) Randomized trial of acupuncture to lower blood pressure. Circulation 115, 3121-3129.

Guo W. & Ni G. (2003) The effects of acupuncture on blood pressure in different patients. J Tradit.Chin Med. 23, 49-50.

Kalish L. A., Buczynski B., Connell P., Gemmel A., Goertz C., Macklin E. A. et al. (2004) Stop Hypertension with the Acupuncture Research Program (SHARP): clinical trial design and screening results. Control Clin Trials 25, 76-103.

Li P., Ayannusi O., Reid C., & Longhurst J. C. (2004) Inhibitory effect of electroacupuncture (EA) on the pressor response induced by exercise stress. Clin Auton.Res. 14, 182-188.

Lin C. F., Liao J. M., Tsai S. J., Chiang P. Y., Ting H., Tang C. Y. et al. (2003) Depressor effect on blood pressure and flow elicited by electroacupuncture in normal subjects. Auton.Neurosci. 107, 60-64.

Macklin E. A., Wayne P. M., Kalish L. A., Valaskatgis P., Thompson J., Pian-Smith M. C. et al. (2006) Stop Hypertension with the Acupuncture Research Program (SHARP): results of a randomized, controlled clinical trial. Hypertension 48, 838-845.

Moffet H. H. (2007) Hasty conclusion about acupuncture for hypertension? Hypertension 49, E5.

Turnbull F. & Patel A. (2007) Acupuncture for blood pressure lowering: needling the truth. Circulation 115, 3048-3049.

Yin C., Seo B., Park H. J., Cho M., Jung W., Choue R. et al. (2007) Acupuncture, a promising adjunctive therapy for essential hypertension: a double-blind, randomized, controlled trial. Neurol.Res. 29 Suppl 1, S98-103.

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1 Response

  1. salvatore Says:

    Desidero una risposta sulla Terapia AgoPuntura per Discopatia sacro-dorsale

    Posted on febbraio 6th, 2010 at 12:16

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