Il Cielo Posteriore

Un viaggio di mille miglia inizia con un singolo passo. Lao Zi - Dao De Jing

Agopuntura e depressione

Alfredo Vannacci 31 gennaio 2008 modificato 8 aprile 2009

Articolo a cura del dott. Alfredo Vannacci (contatta l’autore)

CIMMBA, Università degli Studi di Firenze (ricercatore); Federazione Italiana delle Società di (FISA, consiglio direttivo e commisione ricerca)

L’ nella terapia della

Per quanto l’utilizzo dell’ abbia acquisito crescenti prove di efficacia per una discreta serie di indicazioni, specialmente nell’area della terapia del dolore, le sue potenziali applicazioni sul versante psichico sono generalmente poco note alla comunità scientifica.

Una review pubblicata sul Journal of Affective Disorders, ha valutato criticamente gli studi clinici che hanno testato l’efficacia dell’ nella (Leo e Ligot, 2007).
Gli autori hanno individuato 21 studi pubblicati su riviste internazionali, dei quali però soltanto 9 avevano le caratteristiche del trial clinico randomizzato ed erano eligibili per una ulteriore valutazione. La maggioranza degli studi ha utilizzato somatica con stimolazione manuale, in due casi è stata aggiunta l’ auricolare ed in tre casi gli aghi erano stimolati elettricamente (elettroagopuntura). Il numero di punti scelti per ogni sessione variava da 2 a 13, con una media di 5,7. Il confronto del trattamento attivo con è stato fatto nei vari studi contro sham (trattamento attivo ma non specifico per il problema in oggetto), (aghi non penetranti), massaggio, lista di attesa e contro un gruppo attivo trattato con antidepressivi.
In linea generale, il trattamento attivo con ha mostrato una significativa diminuzione dei punteggi della scale che misurano la , non risultando differente dal trattamento con antidepressivi (4 trials). In due trials l’ ha migliorato la sintomatologia depressiva in maniera analoga ai farmaci ma non in maniera differente dallo sham (è da sottolineare che in questi studi lo sham era rappresentato da un vero trattamento di , con aghi penetranti e stimolati, ma non tarato sul problema ). In un altro trial il trattamento con vera è stato significativamente più efficace del trattamento con .Un dato interessante è che il trattamento sham, anche quando è risultato significativamente inferiore alla vera (e ai farmaci) è stato spesso in grado di potenziare l’effetto della terapia farmacologica, nei casi in cui era stato combinato con essa.
Nella grande maggioranza dei casi l’Odds Ratio calcolato (OR, stima del rischio relativo) è stato in favore dell’, con valori variabili da 1,28 a 5,67, indicando quindi una potenziale efficacia sui sintomi depressivi. Per chiarire meglio questo concetto con un esempio, un ipotetico OR di 2 in favore dell’ indica che il paziente presenta una probabilità due volte superiore di quello trattato con la metodica di controllo di ottenere giovamento dalla terapia. E’ stata inoltre riscontrata una (debole) associazione tra l’OR calcolato ed il Jadad score, un parametro che indica la qualità generale degli studi valutati. In sostanza, ciò starebbe ad indicare che l’ è apparsa tanto più efficace, quanto più lo studio era ben fatto. Tale correlazione non ha tuttavia raggiunto la significatività statistica.

In definitiva, nel panorama limitato degli studi clinici disponibili, l’ ha dimostrato di essere più o meno altrettanto efficace dei farmaci testati nel ridurre i sintomi depressivi a breve-medio termine (2-8 settimane). Il numero di sedute necessario (quando è stato valutato) varia da 10 a 18. Tale effetto si basa almeno in parte anche su effetti aspecifici, essendo a volte riscontrabile anche in trattamenti sham o in trattamenti attivi ma non mirati a risolvere le problematiche depressive.
Per quanto i risultati di questa review siano decisamente incoraggianti, non è ancora possibile pendere una posizione definitiva, in quanto, specialmente per valutare l’effetto dell’ in confronto con i farmaci antidepressivi, sarebbe necessario un diverso disegno ed una maggiore numerosità dei pazienti negli studi futuri (ad esempio la conduzione di trials di “non inferiorità”, piuttosto che trials di “efficacia”).
Si segnala in conclusione un ulteriore studio clinico condotto nell’ anno precedente ma non inserito nella review. Gli autori del lavoro, pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Psychiatry, hanno valutato l’efficacia della in monoterapia in tre gruppi di 40 pazienti affetti da maggiore. I pazienti sono stati randomizzati per ricevere:

  • tradizionale cinese tarata sulla problematica depressiva
  • Infissione e manipolazione di aghi in punti “tradizionali”, ma secondo uno schema non tarato sulla problematica depressiva
  • Lista d’attesa

Sia l’ “vera” che l’ “non specifica” hanno ottenuto una diminuzione dei sintomi depressivi (valutati con le scale Beck Depression Inventory e 17-item Hamilton Rating Scale for Depression) decisamente superiore rispetto alla lista d’attesa, anche se non è stata individuata alcuna differenza significativa tra i due tipi di .
Infine, rilevando che la percentuale di risposta al trattamento, seppure in maniera non significativa, presentava un trend migliore per il trattamento “non specifico” che per quello specifico, gli autori stessi del lavoro sollevano il dubbio che il trattamento di controllo scelto non fosse adeguato, rappresentando di fatto una trattamento attivo.
In ogni caso sia la percentuale di remissione, sia l’entità della diminuzione delle scale psicometriche, non sono state particolarmente brillanti per nessuno dei due trattamenti, lasciando intendere che l’utilizzo della sola in monoterapia in pazienti affetti da maggiore, senza il ricorso a trattamenti farmacologici o psicoterapici di supporto, non sia un approccio adeguato per questa grave patologia.

L’ potrebbe invece rappresentare un utile trattamento da associare ai comuni interventi basati su psicoterapia e terapia farmacologica.

Bibliografia

  • Allen JJ, Schnyer RN, Chambers AS, Hitt SK, Moreno FA, Manber R. Acupuncture for depression: a randomized controlled trial. J Clin Psychiatry. 2006 67:1665-73.  Altre informazioni
  • Leo RJ, Ligot JS Jr. A systematic review of randomized controlled trials of acupuncture in the treatment of depression. J Affect Disord. 2007 Jan;97(1-3):13-22. Altre informazioni
Condividi su:
  • Facebook
  • MySpace
  • del.icio.us
  • E-mail this story to a friend!
Tags: , , , ,

Post correlati

Leave a Reply




Le informazioni presenti in questo sito servono a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente.
Per ulteriori chiarimenti consulta le note legali